Mosca della gru o cugina, una grande zanzara innocua

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Mosca della gru o cugina, una grande zanzara innocua

Pur assomigliando alla versione XXL di una zanzara, la mosca della gru non è una specie pericolosa: non morde, non succhia il sangue e quindi non trasmette malattie. Primo piano di un dittero innocuo per l’uomo (ma non per il giardino).

La mosca della gru, un falso sguardo di zanzara

La mosca della gru è un invertebrato che appartiene all’ordine dei Ditteri come mosche, zanzare e tafani. I ditteri sono caratterizzati dal possesso di un solo paio di ali come indicato dall’etimologia del suo nome greco: di (due) e ptera (ali). Le mosche della gru e le zanzare non sono imparentate: la prima appartiene alla famiglia dei tipulidae e la seconda alla famiglia dei culicidae. Tra le oltre 3300 specie di mosche della gru, le più conosciute sono la Tipula e il Nephrotoma. Da lontano l’insetto sembra una grossa zanzara, ma se ne differenzia per le zampe posteriori molto più lunghe del corpo, una grande testa allungata, un torace grigio con strisce più scure, ali grigiastre con bordi marroni.

La mosca della gru: gigante, giardino o prateria

Visto più da vicino, l’aspetto delle mosche della gru differisce a seconda della specie. Ecco alcuni esempi :

  • La mosca della gru gigante (punta massima) misura tra 3 e 4 cm di lunghezza con un’apertura alare da 5 a 6,5 ​​cm. L’insetto dall’aspetto slanciato ha zampe e ali molto grandi che, a riposo, sono distese a 90° dal corpo. La mosca della gru gigante ha 3 grandi macchie grigie scure più o meno triangolari sul bordo posteriore. Il torace grigiastro mostra linee longitudinali più scure e l’addome è bruno-rossastro. Le antenne marroni sono più chiare alla base;
  • La mosca della gru, la mosca della gru da giardino o la mosca della gru del cavolo (Tipula oleracea) misura tra 1,5 e 2,5 cm. Ha una tonalità grigiastra e un torace sporgente, quasi rotondo. Nella femmina, le ali hanno le dimensioni dell’addome. Nel maschio la pinza è triangolare e priva di setole;
  • La gru vola (Tipula paludosa) è lungo da 1,5 a 2,5 cm. La specie assomiglia molto alla mosca della gru ma nella femmina l’addome è più grande delle ali mentre il maschio è ornato da una fila di 15-20 setole sui genitali;
  • Il nefrotomo maculato o nefrotomo di Pierre (Nefrotoma appendicolare) misura da 1,2 cm a 2 cm di lunghezza. Il suo torace ha macchie nere su sfondo giallo. Le sue zampe marrone scuro sono arancioni alla base e le ali grigiastre. La femmina si riconosce per un addome che termina a punta;
  • Il nefrotomo dello zafferano (Nefrotoma crocata) misura tra 1,2 e 3 cm. Lo si riconosce dalla colorazione del corpo: testa rosso-arancio, ventre ornato da bande arancioni su fondo nero e arancio più scuro all’estremità. Le ali recano una linea di macchie trasversali scure.

La mosca della gru, un insetto innocuo per l’uomo

La mosca della gru soffre del suo aspetto fisico perché molte persone la scambiano per una grossa zanzara e la uccidono per ignoranza. Tuttavia, a differenza della zanzara, di cui alcune specie sono molto aggressive, la cugina non è ematofaga, cioè non si nutre di sangue. Consumando esclusivamente acqua e succhi, la mosca della gru non morde e quindi non può trasmettere malattie. Molto vulnerabile perché lento e facile da catturare, questo invertebrato ha la capacità di far cadere una delle sue sei zampe come mezzo di difesa. Questi sono infatti dotati di zone di rottura ma hanno lo svantaggio di non respingere!

Mosca della gru: depone le uova a terra o in aria

Le mosche della gru si accoppiano più volte a stagione e la femmina può deporre fino a 400 uova nere che espelle a terra o in volo. Dopo 15 giorni dalla schiusa si liberano larve brune lunghe 2 cm. Apode, quindi prive di zampe, le larve non si arrotolano su se stesse in caso di pericolo come fa la maggior parte delle specie di bruchi. Il cugino, allo stadio larvale, vive negli strati superficiali del suolo e rimane attivo anche in inverno ma non si nutre. Sebbene resistente alle basse temperature, la sua popolazione può registrare un tasso di mortalità dal 50 al 70% a seconda dell’intensità del freddo.

La mosca della gru: una devastante larva in giardino

Se la mosca della gru adulta non presenta alcun rischio per l’uomo (e il suo giardino), la sua larva è in grado di devastare un orto. Allo stato larvale l’animale, che ha trascorso l’inverno nel terreno, risale in superficie per riscaldarsi. Lungo il percorso mangia tutto ciò che gli dà energia, come le tenere radici dell’erba, i fiori o le giovani piantine (cereali, per esempio). Man mano che si sviluppa, la larva attacca le radichette, i rizomi, i tuberi, le chiome delle piante e le foglie poste alla base dei fusti. Le piante ornamentali non vengono risparmiate, così come le lattughe, le fragole, i cavoli o le patate. Il caldo e l’umidità sono necessari affinché la larva raggiunga l’impupamento e quindi lo stadio adulto, il che spiega perché i danni si compiono generalmente in estate, da giugno ad agosto.

La gru vola, tra fastidi e benefici

Allo stato larvale, il cugino può diventare un vero e proprio flagello per i raccolti. Se il danno assume proporzioni notevoli, è opportuno favorire l’intervento dei suoi predatori naturali quali ricci, talpe, toporagni, rane, pipistrelli, uccelli insettivori e altre galline. Anche l’azione manuale del giardiniere (scavare, zappare, grattare o regolare diserbo del terreno) può limitare il degrado disturbando la crescita della larva. Tuttavia, va tenuto presente che la mosca della gru ha anche dei benefici, ad esempio costituendo una fonte di cibo per molti animali. La larva contribuisce a rigenerare l’humus, aerare il terreno, fertilizzarlo mentre l’adulto favorisce il processo di impollinazione. Quindi, prima di eliminare il cugino, valuta i pro e i contro!

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