Angiostrongiliasi nei cani: cause, sintomi, trattamenti e prevenzione

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Questa malattia parassitaria chiamata angiostrongilosi sta diventando sempre più comune. Si trasmette ai cani attraverso l’ingestione di gasteropodi come lumache e limacce. È anche una patologia comune nelle volpi. Ha bisogno di essere curata il prima possibile. In assenza di cure, la prognosi per il recupero è sfavorevole. Facciamo il punto sulle cause dell’angiostrongilosi, sui sintomi che dovrebbero allertare il padrone e sulle possibili cure. Vediamo anche come proteggere il proprio cane da questa grave malattia adottando le giuste misure preventive.

Angiostrongilosi nel cane: le cause

Le lumache e le chiocciole sono ospiti intermedi che trasmettono questa malattia ai cani quando le ingeriscono. L’angiostrongilosi è causata da un nematode, cioè da un nematode parassita: Angiostrongylus vasorum di cui il cane è l’ospite definitivo perché è nel suo corpo che questo nematode passa dallo stadio larvale a quello adulto per poi riprodursi.

Quando il cane ingoia le larve, queste attraversano il suo intestino per migrare verso determinati organi. Pertanto, quando i parassiti sono adulti, si depositano nelle arterie polmonari del cane e nel cuore destro. È qui che compaiono le nuove larve. Successivamente possono annidarsi negli alveoli dei polmoni o risalire fino alla faringe. Quando il cane deglutisce, vengono trasportati nell’intestino e poi eliminati con le feci circa 2 mesi dopo l’infestazione.

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Angiostrongilosi: i sintomi rivelatori nei cani

L’angiostrongilosi provoca i seguenti sintomi nei cani:

  • Perdita di appetito,
  • Perdita di peso,
  • Una riduzione generale
  • Disfunzione del cuore destro
  • Tosse,
  • ipertensione polmonare,
  • Coagulopatia, cioè disturbi emorragici,
  • Difficoltà respiratorie…

Angiostrongilosi nel cane: trattamenti

È possibile identificare le larve presenti nel cane attraverso l’analisi del sangue o delle feci dell’animale. Il veterinario effettua altri esami aggiuntivi per confermare la diagnosi di angiostrongilosi, come il lavaggio broncoalveolare o le radiografie del torace.

Quanto prima viene rilevata la malattia, tanto prima il cane riceverà il trattamento e quindi maggiori saranno le possibilità di guarigione. Il trattamento dell’angiostrongilosi si basa su un antiparassitario somministrato per via orale, come il fenbendazolo, o per via transcutanea come nel caso ad esempio della mossidoctina.

Se il cane soffre di una coagulopatia che, per la sua gravità, porta ad un’emorragia, il veterinario dovrà eseguire una trasfusione (di sangue o plasma) per salvare il cane. Infine, in presenza di difficoltà respiratorie, è necessario che il cane venga messo sotto ossigeno. Viene anestetizzato e quindi il professionista esegue un’intubazione tracheale.

Più gravi sono i sintomi, più pesante sarà il trattamento di questa parassitosi e minori saranno le possibilità di guarigione. Per evitare le gravi conseguenze causate dai nematodi, è assolutamente fondamentale reagire ai primi sintomi chiedendo una visita d’urgenza al veterinario. L’angiostrongilosi può causare la morte del cane se non viene trattata.

Angiostrongilosi nel cane: prevenzione

È fondamentale che il proprietario chieda al veterinario un trattamento antiparassitario specifico per proteggere il suo cane dall’angiostrongilosi, soprattutto nelle regioni endemiche. La prevenzione passa anche dal monitoraggio del cane quando esce a passeggio. Non lasciargli mangiare lumache o lumache. Ma questa misura è difficile da mantenere se il proprietario lascia il suo cane passeggiare da solo all’aperto perché anche in giardino l’animale può facilmente trovare questi gasteropodi.

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